Aprire una Lavanderia a Roma

Arch. Fiorella D'Urso

Arch. Fiorella D'Urso

SCIA Commerciale per Lavanderia a Roma (oppure) Tintolavanderia: Cosa è necessario per iniziare questo tipo di attività?

La vita odierna è sicuramente più frenetica rispetto a molti anni fa e non si ha tempo più per nulla, eppure alcune “necessità” non moriranno mai: quella di indossare abiti puliti e stirati è forse una delle più indispensabili. Se stai pensando di iniziare un’attività di lavanderia o meglio una tinto-lavanderia o una lavanderia a gettoni (in seguito vedremo le differenze) e non sai come muoverti fra la burocrazia sei nell’articolo giusto.
La lavanderia è considerata spesso un servizio di quartiere ma in una città come Roma, densamente abitata e parallelamente sempre piena di turisti, la lavanderia risulta utile ai residenti quanto alle attività ricettive (hotel, ristoranti e B&B).

Il primo passo fondamentale è capire sin da subito la location in cui si vuole aprire questo tipo di attività.
Non sto parlando di zona (centro, periferia, zona universitaria ecc), ma di caratteristiche tecniche che deve possedere il locale dove si andrà a svolgere l’attività.

La prima importante distinzione è, come detto, fra la tinto-lavanderia e la lavanderia a gettoni.

Cosa si intende per Tintolavanderia?

Per attività di tinto-lavanderia (ai sensi della Legge 22 febbraio 2006, n. 84), si intende l’attività che esegue i trattamenti di pulitura chimica a secco e/o ad acqua, di tintoria, di smacchiatura, di stireria di indumenti e tessuti in genere (accessori, arredamento, tappeti etc. etc.).

Tintolavanderia requisiti

Ai fini dell’apertura di una SCIA commerciale per tinto-lavanderia, è fondamentale nominare un Responsabile Tecnico, che ha l’obbligo della presenza costante all’interno dell’attività, che sia in possesso di una comprovata idoneità professionale acquisita grazie ad almeno uno di determinati requisiti, quali:

  • Corsi di qualificazione tecnico-professionale della durata di almeno 450 ore complessive da svolgersi nell’arco di un anno;
  • Attestato di qualifica in materia attinente l’attività conseguito ai sensi della legislazione vigente in materia di formazione professionale (Legge n. 84 del 22 febbraio 2006, Art. 2 c. 2, lett. b) e l’Art.1 – octies del Decreto Legge n. 135 del 14 dicembre 2018), integrato da un periodo di inserimento della durata di almeno un anno presso imprese del settore, da effettuare nell’arco di tre anni dal conseguimento dell’attestato;
  • Diploma di maturità tecnica o professionale o di livello post-secondario superiore o universitario, in materie inerenti l’attività (Diplomi di Istruzione Secondaria di II° Grado come Istituti Professionali nel settore Industria e Artigianato (Manutenzione ed Assistenza Tecnica e Produzioni Industriale ed Artigianali), Istituti Tecnici nel settore Tecnologico (Meccanica, Meccatronica ed Energia, Chimica, Sistema Moda etc.), Lauree in settori Scienze Matematiche ed Informatiche, Scienze Chimiche (Chimica Fisica, Chimica Industriale etc.) e Ingegneria Industriale e dell’Informazione (Elettronica, Disegno e Metodi dell’Ingegneria Industriale etc.);
  • Periodo di inserimento presso imprese del settore non inferiore a:
    • 1 anno, se preceduto dallo svolgimento di un rapporto di apprendistato della durata prevista dalla contrattazione collettiva;
    • 2 anni in qualità di titolare, di socio partecipante al lavoro o di collaboratore familiare degli stessi;
    • 3 anni, anche non consecutivi ma comunque nell’arco di cinque anni, nei casi di attività lavorativa subordinata.

Tintolavanderia normativa

Come anticipato, non può essere trascurata la tutela ambientale e quindi è obbligo per l’apertura di una tinto-lavanderia (ed anche in caso di presentazione di un’istanza di Voltura in caso di Subingresso) della richiesta degli adempimenti in materia di emissioni in atmosfera.

Questi sono differenti in base al tipo di processo e di impianti utilizzati, vediamoli nel dettaglio con gli adempimenti richiesti:

  • Pulitura a Ciclo Chiuso, o comunemente chiamate lavanderie a secco, inserite all’interno della Parte II, lettera mm) dell’Allegato IV alla Parte V del D. Lgs. n. 152 del 03.04.2006.
    Queste attività richiedono la redazione dell’Autorizzazione in Via Generale (A.V.G.) che include anche l’esercizio dell’attività di stireria(che di conseguenza non necessita di ulteriori adempimenti).
  • Lavanderia ad acqua con riscaldamento elettrico delle acque e dell’aria di asciugatura
    Queste attività sono svolte con lavatrici ed asciugatrici integrate con riscaldamento delle acque e dell’aria di asciugatura di tipo elettrico, analogo a quello delle lavatrici domestiche.
    Non ricadono tra le attività in deroga e non necessitano di alcun adempimento per le emissioni in atmosfera.
    Se, invece, insieme alla lavanderia viene svolta un’attività di stireria, quest’ultima richiede la presentazione di una Dichiarazione di Attività in Deroga;
  • Lavanderia ad acqua con uso di caldaia a combustione
    Le lavatrici e le asciugatrici impiegate utilizzano acque ed aria riscaldate tramite una caldaia a combustione con l’impiego di gas come metano, GPL, gasolio, eccetera.
    E’ importante quindi essere a conoscenza della Potenza Terminale Nominale (P.N.T.) dell’impianto installato:
    • Se la P.N.T. è inferiore alla soglia definita dalla Parte I dell’Allegato IV alla Parte V del Decreto Legislativo 03/04/2006 n. 152 in relazione al combustibile utilizzato (PNT =< 1MW per impianti a biomasse, PNT < 1MW per impianti a gasolio o biodiesel, PNT <0,3 MW per impianti ad olio combustibile e PNT < 3MW per impianti a metano o GPL) ed è sufficiente presentare una Dichiarazione di Attività in Deroga;
    • Se gli impianti superano le soglie di Potenza Termica Nominale previsti dalla Parte I dell’Allegato IV alla Parte V del Decreto Legislativo n. 152 del 03.04.2006  necessitano invece di un’Autorizzazione con procedura ordinaria (Autorizzazione Unica Ambientale AUA – Emissioni in Atmosfera con procedura ordinaria).

Inoltre, va analizzato il peso della biancheria asciutta da trattare:

  • Se il peso della biancheria asciutta risulta essere < 100 Kg/giorno non è necessaria nessuna ulteriore autorizzazione;
  • Se il peso della biancheria asciutta risulta essere > 100 Kg/giorno è necessario richiedere anche l’Autorizzazione Unica Ambientale (AUA) per gli scarichi di acque reflue, secondo le direttive degli Articoli dal n. 124 al n. 127 del D.Lgs n. 152del 03.04.2006

Questa ultima analisi è l’unica similitudine burocratica che la tinto-lavanderia ha con la lavanderia a gettoni. Approfondiamo insieme l’iter normativo!!!

Cosa si intende per Lavanderia a Gettoni?

Una lavanderia a gettoni, detto anche a self-service, è invece uno spazio allestito con lavatrici professionali ad acqua ed essiccatoi che possono essere utilizzati direttamente dalla clientela, (ai sensi dell’Art. 79, comma 1-bis, del D.Lgs. n. 59 del 2010) acquistando gli appositi gettoni.
Attenzione! Se vendete anche i prodotti detergenti, forniti da distributori automatici in loco bisognerà presentare un’altra autorizzazione per la vendita di prodotti (SCIA Commerciale di vicinato) distinta dall’autorizzazione di Lavanderia o Tintolavanderia.
(Scopri di più leggendo il nostro articolo che parla di ‘Aprire un negozio di commercio al dettaglio a Roma’). 

Lavanderia a Gettoni Normativa

Per poter aprire una lavanderia a gettoni non occorre nominare quindi alcun Responsabile Tecnico e non è ammessa la presenza di alcun personale per lo svolgimento di nessuna mansione (stireria, riparazione o consegna capi) e l’attività deve essere svolta in locali autonomi e non comunicanti con l’eventuale attività di tinto-lavanderia o di sola stireria.

Documentazione SCIA per Lavanderia e Tintolavanderia

La documentazione richiesta interessa, come anticipato a fine del paragrafo inerente la tinto-lavanderia, il peso della biancheria asciutta da lavare, se maggiore (Obbligo dell’AUA per acque reflue) o minore (Nessun Obbligo) di 100 kg al giorno.

Come ribadito in altri articoli trattati in precedenza, i documenti che lo Sportello Telematico del Comune di Roma – SUAP – richiede per la presentazione di qualsiasi procedimento di Apertura (e Subingresso), come allegato alla richiesta di SCIA Commerciale sono:

  • l’iscrizione alla Tariffa Rifiuti (Ta.Ri);
  • la Dichiarazione di Impatto Acustico, che va analizzata caso per caso ed in relazione alla specifica attività va prodotta la relativa documentazione (Moduli A/S, B/S, C/S oppure D/S,ai fini dell’applicazione del D.P.R. n. 227/2011);
  • la Dichiarazione Antimafia, di cui all’Art. 85 del D.Lgs n. 159/2011;
  • Ricevuta delle spese di istruttoria, che schematizziamo nelle seguenti tabelle:
TINTO-LAVANDERIA
ATTIVITÀ DA SVOLGERESPESE DI ISTRUTTORIA
Segnalazione Certificata Inizio Attività – Apertura€ 80,00
Segnalazione Certificata Inizio Attività di Subingresso€ 70,00
Segnalazione Certificata Inizio Attività – Variazione€ 20,00
Comunicazione cessazione Attività€ 20,00
  
Autorizzazione Unica Ambientale – AUA€ 16,00 + Spese di istruttoria ai sensi DPR 59/2013
Autorizzazione in Via Generale – AVG€ 16,00 + € 180,76 nuovo impianto (€ 129,11 rinnovo/voltura/subingresso)
 
LAVANDERIA A GETTONI
ATTIVITÀ DA SVOLGERESPESE DI ISTRUTTORIA
SCIA di Apertura / Comunicazione di Subingresso, superficie locale fino a 250 mq€ 120,00
SCIA di Apertura / Comunicazione di Subingresso, superficie locale  da 251 mq a 600 mq€ 600,00
SCIA di Apertura / Comunicazione di Subingresso, superficie locale  da 601 mq a 2.500 mq€ 1000,00
SCIA di Apertura / Comunicazione di Subingresso, con superficie locale superiore a 2.500 mq€ 1500,00
Comunicazione variazioni€ 20,00
Comunicazione cessazione attività€ 20,00

Ovviamente ci sarà da aggiungere anche il costo del professionista che redigerà la SCIA (non è considerato in questi importi). Difficile quantificarlo se non si è capito realmente cosa vogliamo aprire. Come avete letto sono diverse le casistiche possibili e le stesse fanno variare la parcella in base alla difficoltà della documentazione da produrre.

Consiglio finale

Il discorso da affrontare circa la possibilità di aprire o meno una Lavanderia a Roma (o Tintolavadneria) come vedi non è imprenditoriale, ma tecnico!
Il consiglio finale, prima di impegnarvi con un affitto per il locale è una soluzione Zero Rischi. Il modo è molto semplice! Rivolgersi ad un professionista specializzato e fissare un appuntamento per una consulenza (Ci teniamo a chiarire che la nostra consulenza è sempre gratuita!). Solo in questo modo si potrà realizzare un preventivo senza sorprese, che tenga conto delle varie necessità, ma soprattutto che tenga conto dei tempi e delle problematiche.

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