SCIA Commerciale per distributori automatici a Roma

Geom. Dario Varrà

Geom. Dario Varrà

Vendita mediante distributori automatici a Roma e Somministrazione di alimenti e bevande mediante distributori automatici a Roma: Tutto quello che c’è da sapere per essere autorizzati.

Se stai leggendo questo articolo con tutta probabilità ti stai imbattendo nel problema della burocrazia italiana (specie quella romana). Il rischio di investire non poco per un’attività che non può essere autorizzata o che presenti rischi burocratici ed amministrativi potrebbe essere consistente, credetemi.
Non fidatevi unicamente dei venditori di apparecchi automatici che, non in malafede, ma (a volte) per incompetenza tecnica vi dicono che possono essere installati ovunque, un’accurata ricerca e fattibilità è l’unica arma contro il rischio di impresa in questo caso.
In poche parole per capire la fattibilità delle autorizzazioni comunali un esperto tecnico è davvero il miglior alleato (se non l’unico) in grado di dire se la cosa può essere fattibile o meno.
Andiamo a vedere cosa c’è da sapere sulla: Vendita mediante distributori automatici a Roma; Somministrazione di alimenti e bevande mediante distributori automatici a Roma.

Piccola premessa. Questo articolo è rivolto ad imprenditori e/o commercialisti, vogliamo chiarire ogni aspetto fondamentale specie per gli imprenditori poco tecnici, nel dettaglio l’articolo toccherà le seguenti tematiche:

  • Chi richiede la SCIA Commerciale per distributori automatici a Roma;
  • Cosa serve per richiedere la SCIA Commerciale per distributori automatici a Roma;
  • Quando richiedere la SCIA Commerciale per distributori automatici a Roma;
  • Perchè dobbiamo fare la SCIA Commerciale per distributori automatici a Roma;
  • In che modo si presenta la SCIA Commerciale per distributori automatici a Roma;
  • Quanto costa una SCIA Commerciale per distributori automatici a Roma.

Nelle risposte alle domande cercheremo di essere il più possibile poco tecnici e di utilizzare parole meno tecniche o di gergo comune, ma vi avverto che a volte il linguaggio tecnico sarà necessariamente obbligatorio alla fine di affrontare il discorso. Metto le mani avanti per ricordavi e consigliarvi che se siete qui, avete con tutta probabilità un problema da risolvere quindi per ogni problematica, mal comprensione o dubbio consigliamo di contattarci o lasciarci un messaggio in fondo all’articolo tramite form di contatto in maniera da essere richiamati quanto prima.

Chi richiede la SCIA Commerciale per distributori automatici a Roma

Il principio basilare è molto simile alla richiesta che viene presentata per un classico negozio di Commercio in sede fissa (vedi articolo – Aprire un negozio di commercio al dettaglio a Roma).
La differenza rispetto al negozio di Commercio in sede fissa è ovviamente l’esecuzione della vendita o della somministrazione che viene svolta in modalità automatica tramite appositi distributori. Non a caso gli apparecchi automatici sono inseriti nella cosiddetta sottocategoria del Commercio e precisamente iscrivibile in: Forme speciali di vendita al dettaglio.
In brevi parole, come per un comune negozio di vicinato la SCIA può essere richiesta dall’amministratore della società (anche da chi ne ha facoltà), o dal titolare della ditta.

Quando richiedere la SCIA Commerciale per distributori automatici a Roma

Domanda quasi retorica, ma lo ribadiamo comunque. Dobbiamo richiedere la SCIA Commerciale ogni volta che facciamo commercio mediante distributori automatici (che sia Alimentare o Non Alimentare), anche per quelle attività che hanno già licenza o SCIA per l’attività principale ed hanno installato un distributore automatico all’esterno, con particolare attenzione ai distributori che contengono prodotti alimentari.
La modulistica prevede la richiesta per le seguenti casistiche:

  • Apertura
  • Cessazione Attività
  • Subingresso
  • Comunicazione semestrale
  • Sospensione temporanea attività

Cosa serve per richiedere la SCIA Commerciale per distributori automatici a Roma

La cosa principale da comprendere à il settore merceologico dell’apparecchio automatico da autorizzare, possono essere tre le tipologie di settori da indicare:

  • Alimentare
  • Non alimentare
  • Entrambi (Sia alimentare che non alimentare)

Se ricadiamo nel settore merceologico alimentare andrà nominato un preposto, il quale potrà essere anche il titolare benché abbia i requisiti.
La normativa difatti prevede che un soggetto titolare di un’attività di somministrazione di alimenti e bevande (anche se abbiamo un distributore automatico) se sprovvisto dei requisiti professionali, può nominare un preposto.
Il Ministero dello Sviluppo Economico ha inoltre precisato, che il rappresentante legale non è tenuto ad essere in possesso dei requisiti morali richiesti dalla normativa, considerato che questi ultimi sono espressamente richiesti in capo al soggetto titolare dell’attività, nonchè al preposto all’attività (vedi articolo – Figura del preposto per somministrazione alimenti e bevande).
Maggiori informazioni e chiarimenti dalla Circolare 3642/C del Ministero dello Sviluppo Economico (vedi circolare 3642/C).

Sempre per il ricadenti nel settore merceologico alimentare andrà redatta apposita Notifica Sanitaria che sarà inviata tramite SUAP al momento della presentazione della SCIA, sarà il SUAP (l’ufficio delle attività produttive comunale o municipale) che provvederà ad inoltrare apposita documentazione di Notifica Sanitaria all’ASL di Competenza. Tale documento andrà a comunicare all’ASL l’apertura o la variazione dell’attività che ha come oggetto la vendita o la somministrazione di generi alimentari. All’interno della modulistica dovranno essere riportate varie informazioni utili ed obbligatorie per l’ASL di competenza.

Gli altri documenti essenziali per la compilazione della pratica sono:

  • L’attribuzione di Partita IVA;
  • Visura di Camera di Commercio aggiornata;
  • Documento di identità dell’amministratore unico e/o titolare.

Come avete letto precedentemente non viene posta molta attenzione nel settore merceologico non alimentare in quanto molto più semplice ed economico da avviare, ma tuttavia rimane necessaria la supervisione e la consulenza di un tecnico specializzato.

In che modo si presenta la SCIA Commerciale per distributori automatici a Roma

La SCIA Commerciale a Roma si presenta telematicamente tramite apposita piattaforma del SUAP di Roma Capitale. Il portale è ben fatto, ma per chi non è esperto non è più così semplice districarsi all’interno e soprattutto registrarsi “in maniera semplice ed ordinaria” come un tempo. Il Comune di Roma fino al 2019 rilasciava lei stessa le credenziali, oggi, come tutti gli organi amministrativi non rilascia più nuove credenziali, ma bisognerà accedere al portale tramite servizi di identità digitale (SPID, CNS, CIE). Inoltre gli utenti registrati con vecchie credenziali prima del 2019 avranno tempo fino al 30/06/2020 per utilizzarle, poi dovranno registrarsi tramite nuove procedure ordinarie.

Intermediario nella SCIA, ti fa risparmiare tempo e denaro!
I professionisti che fanno questo per lavoro ovviamente hanno degli account che gli permettono di andare un pochino più veloci, possono censire i nuovi utenti in pochi minuti! Questo consente di presentare la SCIA in pochissimo tempo. Il preziosissimo consiglio quindi è quello di affidarvi ad un professionista specializzato che, non solo vi può dare una completa consulenza, ma CREDETEMI, anche se vi chiederà qualche centinaio di euro per la pratica vi farà risparmiare una lunga trafila (parlo specialmente ai non esperti e alle persone poco tecnologiche).

Quanto costa una SCIA Commerciale per distributori automatici a Roma?

Domanda cruciale. Il costo delle spese di istruttoria del Comune di Roma per le forme speciali di vendita al dettaglio in cui rientrano anche i distributori automatici ha un massimo costo di 100,00 Euro. (Vedi Tabella forme speciali di vendita al dettaglio). Inoltre, come abbiamo visto precedentemente, se ricadiamo nel settore merceologico alimentare dobbiamo inviare all’ASL di competenza apposita Notifica Sanitaria (consegnata tramite SUAP) che ha un costo di diritti pari a 50,00 Euro.
Il costo del professionista è impossibile da stabilire in un articolo in maniera fissa o forfettaria, lo so che ora penserete: “ma anche un prezzo di massima non è quantificabile?” Sono molte le variabili che vanno previste e che potrebbero far lievitare o diminuire il prezzo, se avete letto fin qui l’articolo avrete sicuramente appurato le moltissime variabili che possono comportare la variazione di prezzo della pratica.

Concludo questo articolo-mini guida con un’importante riflessione:

Voglio ricordarvi che l’unico modo per essere certi della pratica da compiere, ma soprattutto è l’unico modo per quantificare il prezzo della pratica senza sorprese è fissare un appuntamento con un professionista specializzato. Non ci stancheremo mai di dirlo! Con una consulenza approfondita (la nostra è sempre gratuita) si possono capire le variabili possibili da percorrere, nonché le insidie da evitare. Non scordatevi che con una buona consulenza si può redigere un giusto preventivo dettagliato, senza questi passaggi rischierete di scegliere il preventivo più basso per poi spendere nuovi soldi che serviranno a riparare i “danni”.

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